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teatro duseSorse nel 1827 dalla modifica dell'oratorio annesso al Convento delle Terziarie Francescane, su richiesta inoltrata dal Consiglio degli anziani di Cortemaggiore il 23 febbraio 1822 a Maria Luigia d'Austria, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, al fine di ottenere la disponibilità di un locale dell'ex convento delle Terziarie Francescane, in via XX Settembre, da trasformare in teatro.

La richiesta fu accolta il 7 Agosto 1822, ma si dovette attendere il 23 Marzo 1824 perché il Consiglio nominasse una commissione per approvare il progetto, affidato inizialmente all'architetto parmense Fortunato Canali, che poteva servirsi di materiale ricavato dalla demolizione e dall'abbassamento del muro di cinta. Successivamente, poiché il preventivo di spesa del Canali era troppo alto, la Ducale Accademia di Belle Arti decise di affidare i lavori a Faustino Colombini, cui fu chiesto dal Podestà di prestare gratuitamente l'opera anche di direttore dei lavori, in quanto l'Amministrazione Comunale non aveva mezzi. teatro duse

La facciata in stile neoclassico presenta tre porte, al primo piano tre finestre intervallate da lesene, il timpano ornato da motivi neoclassici con al centro lo stemma cittadino. 

L'atrio è decorato con grottesche in stile rinascimentale a da una scala di pietra si accede ai palchi del secondo ordine. La sala, a ferro di cavallo, ha due ordini di palchi e un finto loggione, decorato a ghirlande. Alla limitata capienza del teatro e alle carenze architettoniche si sopperì eseguendo le decorazioni a tempera e a stucco dell'interno, affidate a Gaetano Tagliaferri di Piacenza. La sala del teatro fu inaugurata nel 1827 con l'opera "Edoardo e Cristina" di Gioacchino Rossini, cui seguirono, del medesimo autore, "Tancredi" (1828) e "Cenerentola" (1830). Nel 1927, dopo notevoli lavori di restauro, il Teatro Comunale venne intitolato ad Eleonora Duse, che vi aveva recitato nel 1868-1869. Restò poi inutilizzato dal 1945 al 1975. Recentemente restaurato in quegli anni con il contributo della Regione e modificato per aumentarne la capienza, attualmente viene utilizzato soprattutto come sala per conferenze, convegni, iniziative culturali e scolastiche.