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Il centro del borgo, nel suo insieme, mantiene tutt'oggi pressoché intatto la struttura originaria, nonostante l'espansione dell'abitato e la costruzione in tempi successivi di diverse chiese ed edifici e bellissima si presenta all'occhio del visitatore la vista della Via Centrale, di larghezza veramente insolita per quei tempi, ornata da alti portici, che da circa vent'anni ospitano mensilmente una interessante e qualificata "Mostra mercato dell'antiquariato e cose d'altri tempi".

Storicamente Cortemaggiore visse il suo periodo di maggior splendore sotto il Marchesato di Rolando II Pallavicino detto "Il Gobbo", figlio del fondatore della città. Uomo di straordinaria cultura e sensibilità, Rolando II viene ricordato soprattutto per la cura e la lungimiranza con cui amministrò il suo Stato: con lui Cortemaggiore ottenne immensi benefici e si abbellì in modo superbo di edifici e di opere d'arte.
Oltre alle istituzioni amministrative e civili, a Cortemaggiore fiorirono diverse ed importanti istituzioni religiose: le Confraternite, composte prevalentemente da laici, che hanno ricoperto nel corso dei secoli un ruolo di notevole importanza per la vita del paese. Avevano sede in una chiesa o in una cappella o semplicemente avevano un loro altare dove compiere le pratiche religiose e alcune chiese, presenti a Cortemaggiore, che costituiscono il maggior patrimonio artistico tuttora esistente, tutte legate in qualche modo alle Confraternite, danno testimonianza della grande vivacità che ha animato sempre e in ogni secolo ogni aspetto della vita civile e religiosa di Cortemaggiore.
L'indipendenza di Cortemaggiore e i fasti che visse come capitale dello Stato Pallavicino durarono poco più di un secolo e finirono nel 1586 con la morte di Sforza Pallavicino, ultimo Marchese dello Stato, che non lasciò figli. Nel 1587 il Duca Ranuccio I Farnese occupò "manu militari" il castello, prese prigioniero Alessandro Pallavicino di Zibello, cugino di Sforza, che ne aveva ereditato i beni e lo costrinse a rinunciare a tutti i possedimenti.

Cortemaggiore venne annessa così al Ducato di Parma e Piacenza e da quel momento ne seguì le sorti. Nei secoli successivi il paese restò grossomodo immutato, rimanendo sempre un centro prevalentemente agricolo, retto autonomamente fino ai primi dell'Ottocento dal Consiglio di Comunità e seguendo le sorti dell'Italia risorgimentale fino al 1949, all'appuntamento col suo secondo fulgido periodo, sotto gli auspici dell'imprenditore Enrico Mattei e dell'Agip, quando fu trovato nelle campagne del paese un giacimento di petrolio.

Questa scoperta, grazie all'abilità dello stesso Mattei, ebbe un grande impatto mediatico, cosicché Cortemaggiore si ritrovò sotto i riflettori dei giornali nazionali. In realtà il giacimento di Cortemaggiore si rivelò abbastanza modesto; il petrolio da esso estratto venne utilizzato in particolare per produrre una benzina (l'unica raffinata a partire da petrolio proveniente dal sottosuolo italiano) che fu chiamata Supercortemaggiore. Bisogna poi ricordare che a Cortemaggiore vi è stata, fino alla fine del 1800, una comunità ebraica molto forte, che viveva in un ghetto creato nel 1545 dal Marchese Gerolamo Pallavicino; al centro di questo si trovava la Sinagoga; nessuno di questi elementi è più riconoscibile nell'attuale conformazione urbana del paese e l'unica testimonianza visibile di questa antica comunità è il piccolo cimitero ebraico che si trova lungo Via Morlenzo, a Nord - Ovest del paese.